Restauro della tela del Guercino: il 5 aprile concerto di beneficenza a San mercuriale

Sabato 5 aprile 2025, alle ore 21.00, nella Basilica di San Mercuriale, a Forlì, il concerto di musica sacra: “Da pacem Domine”, con sinfonie di Bach. Mozart, Vivaldi e Buxtehude e opere di compositori più moderni come Arvo Pärt e Medwyn Goodall. Un grande appuntamento per ascoltare: la soprano Bianca Tommaselli, il Coro Polifonico Cappuccinini San Paolo diretto dal maestro Enrico Pollini,  accompagnati dall’orchestra Gran Concerto, l’ensemble dove allievi e professionisti si uniscono per iniziativa della scuola di musica Messaggio Musicale Federico Mariotti, diretta da  Flavio Pioppelli. Coro composto da 50 elementi e 15 musicisti per un’ora di grandi sinfonie. Con il ricavato dell’iniziativa si concorrerà al restauro del  capolavoro del Guercino ’L’estasi di san Francesco’, la pala d’altare attualmente collocata nella chiesa di santa Maria in Schiavonia.

 L’iniziativa è stata presentata venerdì 28 marzo da don Nino Nicotra, parroco dell’Unità pastorale delle chiese del Centro storico di Forlì; Marco Colonna, presidente dell’associazione culturale Metropolis; Flavio Pioppelli direttore della scuola di musica “Messaggio Musicale Federico Mariotti”; ed Enrico Pollini, direttore del Coro Polifonico Cappuccinini San Paolo. Si tratta del primo grande evento pubblico – biglietto cinque euro, e  possibilità di donazioni liberali – con cui l’Unità pastorale delle chiese del Centro storico di Forlì e l’associazione culturale Metropolis avviano il percorso che porterà al recupero della tela.

 Il comitato tecnico-scientifico, che si affiancherà al Comitato pro restauro de “L’estasi di san Francesco” del Guercino, è stato già istituito ed è composto da personalità di assoluto rilievo nel campo delle belle arti e del restauro. Si tratta di: Valeria Tassinari, storica dell’arte, docente, curatrice e critica d’arte contemporanea ; Giovanni Gardini, storico dell’arte, direttore della Raccolta Lercaro di Bologna, vice direttore del Museo Diocesano di Faenza,  docente agli Istituti Superiori di Scienze Religiose di Rimini e di Firenze e  professore a contratto per l’università di Bologna;   Paola Babini, direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna,  e  Maria Grazia Gattari, Funzionario tecnico scientifico Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena , Reggio Emilia e Ferrara, ha curato nell’ultimo decennio la ricerca, le pratiche autorizzative, la conservazione e il restauro di molteplici opere del Guercino.

 “Il progetto di recupero prevede: diagnostica non invasiva e cantiere di restauro della tela ‘in situ’, con laboratorio aperto, ovvero all’interno della stessa chiesa di Santa Maria Assunta in Schiavonia, con la possibilità di garantire l’accesso al pubblico in orari e giornate stabilite per poter osservare i restauratori all’opera. Senza interferire o  compromettere la sicurezza dell’opera e del materiale utilizzato. Saranno allestiti pannelli informativi e video esplicativi per descrivere il processo di restauro, le tecniche utilizzate e la storia della tela. Saranno organizzate anche visite guidate didattiche per gli studenti in modo da rendere l’esperienza interessante e formativa. Durante le visite, in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Restauro e la Soprintendenza competente per territorio, saranno sviluppati approfondimenti sulle tecniche di restauro, con particolare attenzione all’uso delle tecnologie innovative come per esempio la diagnostica a infrarossi, la spettrometria,  e l’utilizzo delle ultime frontiere applicative che prevedono l’utilizzo di enzimi biologici e gelificati in neutro. E verranno promossi  “dedicated time”  con  i restauratori che saranno disponibili a rispondere alle domande degli studenti, spiegando in modo semplice ma dettagliato i metodi scientifici impiegati nel processo di restauro”, ha spiegato Marco Colonna, presidente di Metropolis, l’associazione che ha lanciato l’idea del restauro.

 Apprezzamento per l’iniziativa da parte di don Nino Nicotra, parroco dell’Unità pastorale delle chiese del Centro storico di Forlì, che per primo, alla luce del parere di alcuni esperti di belle arti, aveva caldeggiato un progetto di restauro  ‘in situ’, ovvero all’interno del complesso parrocchiale, senza trasferire altrove il dipinto,  per evitare un ulteriore degrado della tela. Don Nino Nicotra ha espresso l’auspicio che i cittadini partecipino  al concerto del 5 aprile, “sarà il primo di una serie di eventi”, evidenziando l’importanza di tutelare lo straordinario patrimonio culturale  e storico-artistico del nostro territorio,  per trasmettere come miglior lascito alle generazioni future quanto ereditato di così straordinario: “E speriamo di poter celebrare nel  2026, quando cadrà l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, la conclusione del restauro della tela”: ha concluso  il parroco delle chiese del Centro storico di Forlì, don  Nino Nicotra. Con un cenno al fatto che si prevede di completare il percorso di restauro – una volta raccolti i fondi necessari – nell’arco di un anno.